Pizzette

Eccoci qui dopo il Natale…se per la vigilia tanti fanno pesce, noi facciamo mare e monti e io penso ai monti perché col mare ci so fare, ma non mangio pesce. E tra gli antipastini vari ho deciso di fare un po’ di quelle pizzettine dolci tipiche della rosticceria siciliana, sempre con la mia  pasta madre, prima facevo quella di e cucinando (http://www.ecucinando.it/ricettario/dolci-dessert-torte-creme-biscotti/25654-brioscine-palermitane-ricetta-originale-sicilia.html) con il lievito di birra, poi ho convertito la ricetta per fare pizzette con la pasta madre . Ora passiamo alla ricettina che questa volta è facile facile.

INGREDIENTI:

900 gr. di farina medio/forte (niente manitoba! io ho usato la farina per pizza nobilgrano del Molino Dallagiovanna)
1 cucchiaio di strutto (si può sostituire con il burr0)
100 gr. di zucchero semolato
100 gr. di pasta madre
1 cucchiaio di sale
160 gr. di acqua
500 gr. di latte
1 cucchiaio di olio di oliva

RICETTA:

Facciamo mezz’ora di autolisi con tutta la farina e tutto il latte, l’impasto risulterà grumoso e slegato ma è così che dovrà essere. Passata la mezz’ora, aggiungeremo l’acqua nella ciotola della planetaria (io uso cooking chef) e la facciamo partire a velocità 1 montando la foglia (o frusta k) ed aggiungiamo lo zucchero e la pasta madre. Proseguiamo finchè l’impasto non sarà ben incordato (10 minuti velocità 1) e poi inseriamo il sale ed in fine l’olio. Mettiamo a riposare l’impasto a campana per 30 minuti e procediamo ad un giro di pieghe a tre, dopo di che aspettiamo 1 oretta e poniamo in frigo fino al giorno dopo. Se si vuole cuocere per cena, io procedo così: tiro fuori dal frigo all’1 e metto al caldo (26 gradi) e faccio raddoppiare in massa, ci vorranno 5 ore (1 per acclimatarsi circa 4 per raddoppiare) dopo di che peso pallette di circa 80 grammi l’una e metto a lievitare in forma fino al raddoppio (ci vorranno circa 2 ore) poi condisco e cuocio per 15 minuti a 200 in forno statico preriscaldato. La grande premessa da fare qui, è che ognuno conosce la propria pasta madre e ne conosce la velocità o lentezza, quindi sa i tempi in cui raddoppia.

Questo è il mio risultato…buonissime!

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Susumelle alla nutella

Le susumelle sono il dolce tradizionale del Natale calabrese… in fin dei conti non si vive di soli panettoni e pandori… Credo che sia il dolce natalizio più semplice e più buono che esista…ok la nutella ha l’olio di palma ma io le perdono ogni cosa, in caso aveste scrupoli di coscienza troppo forti, potete sostituirla con quella home made (a volte la faccio con il cooking chef) o potete comprare la crema di gianduia. Partiamo con la ricetta. Con queste dosi ne escono una ventina.

INGREDIENTI:

500 gr di farina 00
200 gr di zucchero
50 gr di miele
270 gr di latte
75 gr di cacao
135 gr di olio di semi
un cucchiaino di cannella
un cucchiaino di chiodi di garofano macinati
buccia di 4 mandarini
100 gr di mandorle pelate tritate
100 gr di uvetta sultanina reidratata
1 bustina di lievito per dolci
per farcire: nutella q.b.
Per la glassa
cioccolato fondente sciolto in un fondo di latte
100 gr di latte

RICETTA:

Per chi, come me, ha il kenwood cooking chef sarà tutto più rapido…montate il food processor e tritate le mandorle, nel mentre mettete in ammollo l’uvetta in acqua tiepida con un cucchiaio di rhum, fate reidratare e poi scolatele ed asciugatele bene. Mettete tutti gli ingredienti nella ciotola e montate la frusta a foglia o k , fate amalgamare tutti gli ingredienti (velocità 1 per 3 minuti) e lasciate riposare il composto per 20 minuti. Dopo di che fate tante palline e tiratele per renderle ovali, infornate le vostre susumelle in forno preriscaldato a 180 gradi per 10/12 minuti, controllatele prima di sfornare, devono essere morbide ma asciutte, fate la prova stecchino  tenendo presente che ogni forno è una storia a sè. Lasciatele intiepidire e tagliate la cupolina che si forma in cottura e farcite con nutella (se dovessero rompersi non preoccupatevi, si ricompatteranno poi con la colata di cioccolata). Mentre aspettate che si raffreddino completamente, mettete in un pentolino ( io ho fatto anche questo nel kcc, temperatura 60 velocità cottura 1) il cioccolato fondente in un fondo di latte (mi raccomando, che sia per copertura) e mescolate energicamente sul fuoco, stando attenti che non si bruci. Quando il cioccolato si sarà completamente sciolto e si sarà intiepidito, potremo colarlo sulle susumelle. E buon appetito…

Torta Baby Shower

Eccomi, ieri è stata una giornata di fuoco per i pasticciamenti, ma è stata anche una giornata da ricordare per sempre…mia sorella è incinta ed io sono la zia più contenta del mondo!! Appena ha saputo il sesso del bambino, abbiamo deciso di fare le cose in “grande”, dopotutto primo figlio, primo nipote e allora abbiamo pensato alla torta con effetto wow 🙂 per il resto delle decorazioni ho usato stampi ad espulsione e creatività. Partiamo dalle basi…è una torta fatta con pandispagna, camy cream sbagliata (è così che la chiamo, visto che le dosi sono diverse rispetto a quella originale) bagna al caffè-latte e pasta di zucchero (io uso la modecor, la compro bianca e la coloro con i coloranti alimentare in gel) ma parliamo della ricetta…

INGREDIENTI PANDISPAGNA (PER TEGLIA 24):

6 uova

180 gr di zucchero

3 cucchiai di acqua

90 gr di  farina

90 gr di farina finissima di riso

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

1 pizzico di sale.

 

PREPARAZIONE:

Separiamo i tuorli dagli albumi e montiamo gli albumi a neve ferma e mettiamo da parte. Montiamo i tuorli con lo zucchero e i tre cucchiai di acqua, una volta montati versiamo la farina setacciata a più riprese, mettiamo poi il pizzico di sale e l’estratto di vaniglia. Riprendiamo gli albumi ed inglobiamoli al composto di tuorli, zucchero e farina, con movimenti lenti dal basso verso l’alto. Dopo di che passiamo a imburrare ed infarinare la teglia e mettiamo il composto in forno a 180° per 30 minuti.

 

CREMA

La ricetta della Camy Cream imperversa sul web da anni ormai, per farla bastano pochi semplici ingredienti, panna (io uso quella al 35% di grassi per avere un composto bello arioso), mascarpone (senza residui di latte) e latte condensato. Visto che il latte condensato non è una delle cose più salutari a questo mondo (specie se quello da supermercato) e avendo a che fare con una donna incinta e dal momento che nella mia città è una cosa quasi impossibile da trovare, ho pensato bene di farlo da me.

 

INGREDIENTI LATTE CONDENSATO:
125 gr di latte (io uso quello parzialmente scremato)

85 gr di zucchero a velo

10 gr di farina di riso setacciata (serve come addensante, potete usare fecola di patate maizena e simili)

12 gr di burro

1 cucchiaino raso di estratto di vaniglia.

PREPARAZIONE:

Mettiamo sul fuoco il latte con lo zucchero e la vaniglia e  il burro e la farina setacciata e facciamo prendere bollore, una volta raggiunto il bollore continuiamo la cottura girando spesso e lasciamo cuocere altri 10-15 minuti finchè non lo vedete più denso, fatelo freddare (è meglio prepararlo il giorno prima e lasciarlo in frigo una volta che sarà a t.a.). Io ho usato il cooking chef  ho messo tutto in ciotola a 100 gradi a velocità mescolamento 2 fino al raggiungimento del bollore, poi ho messo a velocità 1  per i successivi 10 minuti.

INGREDIENTI CAMY CREAM SBAGLIATA:

500 gr. di panna (35% di grassi)

250 gr. di mascarpone

180 gr. di latte condensato

PREPARAZIONE:

Montate la panna fredda a neve ben ferma e mettetela da parte (cooking chef a velocità max con frusta a filo), intanto ammorbidite il mascarpone con una frusta a mano e versate a filo il latte condensato, una volta inglobato il latte condensato, mettiamo nella planetaria il composto insieme alla panna e facciamo girare a velocità max per circa 20 secondi, mettete in frigo (Se la fate colorata è ora il momento di aggiungere il colorante alimentare, che sia in gel o polvere, quelli liquidi causano solo danni) e mettete in frigo, se la fate il giorno prima è ancora meglio.

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MONTAGGIO DELLA TORTA:

Tagliate il pandispagna ben  freddo in tre sezioni, bagnatelo con il caffè-latte e mettete la crema, isolatela con la crema e mettetela in frigo fino a quando dovrete rivestirla con la pasta di zucchero, o decoratela con ulteriore crema ed una bocchetta decorativa della sac a poche.

Questo è il mio risultato…e alla fine, it’s a boy! Il libro consigliato di oggi è “cosa aspettarsi quando si aspetta”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pizza Combo

Oggi vi parlo della versione della tanto nominata pizza combo che si mangia a casa mia. La ricetta mi è stata gentilmente donata da Silvano Filippone, un membro del gruppo facebook  del mio cuore “Gruppo la Pasta Madre”, è lì che ci riuniamo tutti noi, impastatori da strapazzo. Questa pizza viene detta “combo” per il modo in cui viene cotta, è una doppia cottura prima sul fuoco in una padella da crepes o sul testo e poi si trasferisce con tutta la padella nel forno, sulla grata più alta, vicino le resistenze. Ma mettiamoci all’opera!

INGREDIENTI:

Farina Molino Dallagiovanna per pizza con germe di grano 400gr
Semola rimacinata 50gr
Acqua 370
Pasta Madre solida 100 gr
1 cucchiaino zucchero
Olio sale
Mettete in autolisi per un’ora la farina e 300 grammi d’acqua. Passata l’ora mettere nella ciotola della planetaria  (cooking chef velocità 1) l’autolisi e lo zucchero, aggiungere a filo la restante acqua poi l’olio (1 cucchiaio) ed in fine il sale (1 cucchiaio) ed impastare fino ad ottenere l’incordatura. Versate l’impasto su una spianatoia e procede e con riposo a campana per mezz’ora, una serie di pieghe a 3 ed altro riposo. Questa sequenza andrà ripetuta per 3 volte in totale , ponete poi l’impasto in ciotola coperto da pellicola per mezz’ora a t.a. e poi in frigo.
Il giorno dopo lascerete acclimatare l’impasto 4-5h prima di cuocere, spezzerete l’impasto e farete lievitare le pallette di pizza (con questa dose ne escono 4). Passiamo alla cottura, si parla di combo… quindi fate scaldare il testo sul fuoco per circa 15 minuti e iniziate ad accendere il forno (funzione grill) al massimo e partite con la stesura della prima pizza, che andrà allargata con i polpastrelli e poi messa sul testo finchè non sarà cotta sotto, nel frattempo la condirete velocemente e la girerete assicurandovi che il fondo si cuocia bene, dopo di che trasferite il testo in forno, vicino alla resistenza e finite di cuocere.

Questo è il mio risultato…e buona pizza! Flavia.

pizza

 

Panettone Monoimpasto Rivisitato

 

Avete presente quando ti chiedono “esiste il pandoro monoimpasto, per il panettone non si può far nulla di simile?” ecco, no.. o almeno non secondo il disciplinare del panettone. Ma poi all’improvviso spunta il team di Paoletta di Anice e Cannella e ti sorprende facendoti produrre una nuvola con poco sforzo (e diciamocelo, il motto minima spesa, massima resa vale sempre) ed ecco il panettone monoimpasto è bello che pronto. La ricetta del gruppo di Paoletta è stata postata nel suo gruppo facebook(https://www.facebook.com/groups/aniceecannella) ed è perfetta così come è, come ogni ricetta presa da questo gruppo. Quindi, ovviamente ve la consiglio, ma io se non pasticcio non sono contenta e allora ho fatto un po’ di modifiche che mi hanno tenuta con il fiato sospeso finchè non lo ho aperto ‘sto panettone e mi sono costate una bella tirata d’orecchie da parte dei creatori dell’originale.

Prima di parlare di ciò che ho fatto, mi pare il caso di fare una delle mie premesse, questa volta è molto importante, io non sono una maestra dell’arte bianca e dietro ogni ricetta c’è uno studio lunghissimo da parte di chi l’ha creata e quindi magari apportando le mie modifiche invece di migliorare la ricetta creata  dalle menti del gruppo Anice e Cannella, l’ho sbilanciata…ma essendo il mio taccuino virtuale, e dal momento che a me è piaciuto così tanto, lo salverò con le modifiche fatte e lo riprodurrò così, poi come si suol dire “uomo avvisato, mezzo salvato” io sono una che pasticcia mica una pasticcera e la fonte l’ho citata, quindi per risultati perfetti al 100% spulciate nel gruppo di Paoletta di Anice e Cannella.

 

INGREDIENTI:

450 grammi Farina Panettone Z (http://www.shopdallagiovanna.it/ita/eshop/articolo.html?id=26&type=prodotto)
170 grammi burro

30 grammi di olio di semi
150 grammi zucchero
150 grammi di pasta madre matura
210 grammi di acqua
120 grammi tuorlo
6 grammi di sale
40 grammi di miele
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Zeste d’arancia q.b.

Zeste di limone q.b.

100 grammi di arancia candita

20 grammi di cedro frullato

165 di uvetta

 

Glassa
95 grammi di farina di mandorle
165 grammi di zucchero
90 grammi di albumi
20 grammi di amido di riso

Decorazione
Come da ricetta originale “ZUCCHERO IN GRANELLA, MANDORLE CON LA PELLE, ZUCCHERO A VELO”

Per prima cosa rinfrescare il lievito madre per due volte e al secondo rinfresco, in parallelo fare un poolish con 60 grammi di acqua, 60 di farina e 10 di lievito madre. Mettere a bagno le uvette con acqua calda e un cucchiaino di ruhm, farle reidratare per mezzo’ora, scolarle ed asciugarle benissimo. Prepariamo la glassa unendo tutti gli ingredienti (si può fare anche il giorno prima).

PREPARAZIONE PANETTONE:

Prima di procedere all’impasto, io peso tutti gli ingredienti e li metto vicini alla planetaria per ordine di inserimento e miscelo uova e zucchero (io uso zefiro perché è più fine) e tolgo dal frigo il burro che dovrà essere a pomata. L’ordine e il metodo di inserimento che utilizzo solitamente, e che ho trasferito pure a questa ricetta, sono presi dalla ricetta (e soprattutto dal corso) del Maestro Pignataro, (squadra che vince non si cambia). Quindi, mettiamo nella ciotola della planetaria (io uso Kenwood Cooking Chef) acqua, farina e lievito madre (solido e poolish) e facciamo andare a velocità 1 finché non si asciuga bene e diventa un impasto compatto (nella prima fase dell’impasto useremo la foglia o k), dopo di che si parte con l’inserimento di uova e zucchero  che distribuiremo in 3 inserimenti conseguenti (mai inserire altre uova se le precedenti non sono state ben assorbite, e fate la prova velo ad ogni inserimento), quando le uova saranno completamente assorbite e l’impasto sarà completamente incordato si procede con l’inserimento del burro a pomata in 3 inserimenti conseguenti (fate la prova velo e ribaltate l’impasto ad ogni inserimento), quando l’impasto sarà totalmente incordato e il burro finito, procederemo con l’olio di semi versato a filo e facciamo lavorare la planetaria finchè l’impasto non sarà nuovamente incordato e l’olio totalmente assorbito, a questo punto usiamo montiamo l’uncino. Sarà poi il turno del miele da versare a filo ed una volta assorbito sarà il momento del sale. Ribaltiamo nuovamente l’impasto e inseriamo le zeste, il cedro frullato, i canditi e l’uvetta e facciamoli distribuire bene nella massa, ribaltandola.

Come da ricetta originale “Lasciamo riposare 30’ coperto da pellicola, poi mettiamo in frigo a 5 gradi per almeno 12 ore. L’indomani riportiamo a t.a. e dopo circa due ore spezziamo, piega ad U e pirlatura come ci insegna Adriano. Piano e mani devono essere leggermente imburrati…Lasciamo riposare mezz’ora, scoperto. Seconda pirlatura, poi poniamo negli stampi. Chiudiamo in un sacchetto poi lasciamo lievitare a 26 gradi…Negli ultimi 30’ scopriamo e lasciamo fare la pelle. Passati 15 minuti da quanto si è scoperto il panettone, lavoriamo bene con una frusta elettrica la glassa e, passata la mezz’ora, distribuiamola sui panettoni aiutandoci con una tasca da pasticceria ed un beccuccio piatto. Cospargiamo con zucchero in granella, qualche mandorla spellata e spolveriamo abbondantemente con dello zucchero a velo.”

Io ho infornato a 160 per 30 minuti quelli da 500 grammi e 45 minuti quelli da 750, in ogni caso bisogna prendere la temperatura al cuore e dovrà essere di 94° e poi arriva l’ora x…il ribaltamento.

Questo è il mio risultato…Vi metto in guardia,  qualora voleste provarci, che i creatori della ricetta vera mi hanno detto che diminuire il burro fa venire gli alveoli orizzontali, che è inutile fare il poolish di lievito madre perché nella ricetta già è previsto l’utilizzo del lievito madre, che il poolish ha fatto fare i buconi per eccesso di acidità (io l’ho mangiato e non si avverte un prodotto acido o poco zuccherato) e che il lievito di birra previsto dalla ricetta originale non si sente proprio, ma io il lievito di birra nei dolci non lo sopporto proprio e ho la testa dura. Proverò per amor di cronaca la versione originale, ma a me questa ricetta, modificata senza criterio alcuno, è piaciuta troppo anche se il confronto è bello perché si impara sempre qualcosa di nuovo.

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E con questo panettone non c’è abbinamento migliore che “A Christmas Carol” di Dickens, che già fa Natale di per sé.

Pane tipo 1

Oggi parliamo di pane, ciò che più mi piace fare in cucina. Facciamo un po’ di premesse prima della ricetta vera e propria:

-La ricetta di partenza è un cavallo di battaglia che ho preso dal blog del grande Maestro Pignataro (questa è l’originale http://www.ilcrudoeilcotto.it/2013/09/13/pane-dei-ricordi/) e leggermente modificato in base alle farine con cui ho voluto sperimentare,

– Ovviamente il prodotto finale è diverso da quello della ricetta originale perché diversa è la farina e la capacità di assorbimento dei liquidi della stessa.

– La farina utilizzata è la Uniqua gialla del Molino Dallagiovanna che è una farina con cui si può fare veramente di tutto (http://www.shopdallagiovanna.it/?lv1=8&lv2=47&lv3=69)

– Io uso la pasta madre ma sul blog del Maestro Pignataro c’è la conversione della ricetta per chi volesse usare lievito di birra.

– Il lievito madre per questa ricetta si rinfresca con la farina che si utilizzerà per fare il pane e deve essere maturo, quindi lo si rinfresca la sera prima per impastare la mattina dopo (si lascia a t.a.)

Partiamo con la ricetta…

INGREDIENTI:

per due filoni da 1,4kg, circa 1,2kg cotti:

(per due filoni da 1,4kg, circa 1,2kg cotti)
1500g di farina Uniqua gialla molino Dallagiovanna
40g di farina di semola rimacinata di grano duro

40g di farina integrale
1100g di acqua
120g di pasta madre (rinfrescata il giorno prima con Uniqua gialla)
35g di sale

Procedimento:

Si rinfresca il lievito la sera per avere i 120g pronti al mattino. Al mattino mettere in autolisi tutta la farina setacciata (serve per farla ossigenare) e l’ 80% dell’acqua per mezz’ora, (ovvero mischiare 880g d’acqua e tutta la farina con un cucchiaio di legno e far si che non ci sia farina secca in fondo alla ciotola, altrimenti formerà dei grumi nell’impasto) l’impasto durante l’autolisi risulterà slegato, ma è normale che sia così. Passate 2 ore inserire nella ciotola della planetaria (io uso Kenwood Cooking Chef) il lievito e la restante acqua a filo, lentamente ed impastate a velocità 1 finché non incorda ed in fine mettiamo il sale, in tutto ci vorranno circa 20 minuti, e come mi ha spiegato bene il Maestro Pignataro, se l’autolisi è lunga, la lavorazione dell’impasto sarà breve e così dovrò essere per non sviluppare un impasto troppo tenace. Dopo di che, si lascia l’impasto a riposo a campana per 20 minuti e si procede con tre serie di pieghe a tre ad intervalli di mezz’ora. Ora, qui sta il mio spirito sperimentatore, ho sperimentato un escamotage per avere l’impasto pronto da cuocere il mattino seguente, questa tecnica che si è rivelata ottima per le temperature che ho in casa mia…Dopo le pieghe io appallottolo l’impasto e lo chiudo con la pellicola in una ciotola LEGGERMENTE unta d’olio e lo lascio fuori frigo per 1 oretta, dopo di che lo pongo in frigo fino a sera tardi, quando devo andare a letto, e lascio lievitare tutta la notte a t.a. Al mattino lo troverete lievitato e quindi lo dovrete mettere sulla spianatoia e aprirlo piano piano con i polpastrelli, formando un triangolo(non tiratelo troppo o tutta l’aria che ha inglobato nella prima lievitazione andrà persa). Prendete i lembi del rettangolo (ricordate che con dose intera fate due filoni, quindi prima avrete due rettangoli e che prima di fare i rettangoli dovete spezzare l’impasto o potete pesarlo dal principio e metterlo in due ciotole separate) e richiudeteli verso il centro e poi arrotolate serrando bene ad ogni “arrotolata” e formate un filone che porrete in teglia spolverata di farina e coprirete con un canovaccio. Tenete a lievitare così per un’oretta (io uso tenerlo un’ora in forno spento e passata l’ora lo tolgo ed accendo il forno e attendo che raggiunga la temperatura adatta a cuocerlo prima di rimetterlo in forno). Quindi, quando il forno è a temperatura (200gradi) faccio i tagli al pane e lo inserisco in forno. Io faccio la cottura in discesa, i primi 15 minuti li faremo a 200 gradi con un pentolino d’acqua sul fondo del forno per creare vapore ed evitare che si crei subito la crosta, così il pane può espandersi in altezza senza spaccarsi. Passati i primi 15 minuti, togliamo il pentolino e abbassiamo la temperatura a 180 gradi e facciamo cuocere per mezz’ora, dopo di che facciamo cuocere a 160 a spiffero (con lo sportello del forno semi aperto per far formare la crosta). Il tempo di cottura a spiffero determinerà lo spessore della crosta, quindi sta ai vostri gusti (io lascio cuocere per altri 20 minuti perché mi piace la crosta spessa). Prima di togliere il pane dal forno bussate sul fondo, se il rumore è sordo, come se fosse vuoto, il pane è cotto.

Questo è il mio risultato finale, ed infiniti grazie al Maestro Pignataro…

pane

 

Non mi resta che consigliarvi un ottimo abbinamento che riflette le mie radici…mi piacerebbe abbinare un libro ad ogni piatto ma a volte sarà difficile, altre suonerà scontato ed altre ancora non sarà famoso e non si capirà il nesso, ma ci tento. Questa volta vi consiglio “Il bacio del Pane” di Carmine Abate…il gesto di baciare il pane quando si butta perchè ormai secco è un gesto che ho sempre visto da quando ero bambina e da sempre mi ha evocato il rispetto per le materie prime, per il tempo, per l’amore degli artigiani del pane e lo sdegno per lo spreco. Buon pane, Flavia.

pandoro gluten free

Con questo elaborato partecipo al Contest Pane-ttonando & Pan-dorando Gluten Free indetto dal Gruppo Facebook Pane e Tuli … pani https://m.facebook.com/groups/349374371920870 di Lorenzo Soldini e sponsorizzato da Zeroinpiù- linea professionale di Francesco Favorito https://www.facebook.com/groups/FavoritoPastryChef/?fref=ts http://www.francescofavorito.it/

 

 

Eccomi con il resto della sfida del bellissimo concorso a cui ho partecipato, il pandoro gluten free, ricetta del maestro Favorito con la miscela zero in più, è un impasto meraviglioso nonostante la farina per celiaci, la lievitazione è perfetta. Questa ricetta la prendo e la inserisco così come è non solo perché le ricette del maestro Favorito son perfette, ma anche perché è da seguire passo passo, specie se non si hanno esperienze con il gluten free (neanche io avevo mai lavorato prima con il gluten free)

Ingredienti:
• 500 g MISCELA “LA MIA PASTA LIEVITATA” ZEROINPIU
• 150 g ZUCCHERO a velo
• 50 g OLIO DI SEMI di girasole
• 250 g BURRO CHIARIFICATO
• 100 g TUORLO DI UOVO
• 250 g UOVA INTERE
• 50 g MIELE
• 20 g LIEVITO COMPRESSO o 200g LIEVITO MADRE

Procedimento:
Montare: 150 g zucchero a velo,250 g burro a chiarificato, 50 g olio di semi, 100 g tuorlo di uovo, fino ad ottenere una “maionese”
Impastare Miscela “la mia pasta lievitata” uova intere, miele, lievito compresso, o 200g lievito madre una volta formato l’impasto, dopo cinque minuti, aggiungere poco alla volta la “montata maionese” sopra descritta, assorbito il composto e impastato in totale con 10 minuti di lavoro, versare il composto in un mastello e lasciare riposare il tutto in camera di lievitazione per 20 minuti.
Fare il peso per uno stampo da g 500 di pandoro gr 600. Lievitare per 3 ore a temperatura di 28°.
Cottura 35 minuti a 150°. L’importanza è di assicurarsi la cottura del prodotto, (anche con un termometro a sonda); la temperatura deve essere di 94° al cuore.

Panettone gluten free

Eccomi, questo è il mio primo articolo vero e proprio… Mi sono trovata così per caso a partecipare ad un concorso per pandoro e panettone gluten free e mi sono divertita tantissimo, ho imparato che si può avere un prodotto valevole anche con farina di riso ed anche per chi è intollerante al glutine ed al lattosio…da qui nasce il mio panettone gluten free, dalla ricetta del maestro Favorito ma il metodo di inserimento degli ingredienti che ho utilizzato è quello del panettone all’olio evo di Montersino. Ora bando alle ciance, e spieghiamo tutto per filo e per segno. Non avendo la pasta madre gluten free, ho utilizzato un poolish di lievito di birra che è stato lasciato a maturare a 27 gradi (in forno spento con lucetta accesa) utilizzando lievito di birra acqua e miscela #lamiapastalievitatazeroinpiù  inviatami a casa appositamente per il concorso, acquistabile nello store online del maestro Favorito.

Piccolo aggiornamento… Sono veramente fiera di me perchè con questo elaborato ho vinto il 2° PREMIO nel Contest Pane-ttonando & Pan-dorando Gluten Free sezione Panettone indetto dal Gruppo Facebook Pane e Tuli … pani https://m.facebook.com/groups/349374371920870 di Lorenzo Soldini e sponsorizzato da Zeroinpiù- linea professionale di Francesco Favorito https://www.facebook.com/groups/FavoritoPastryChef/?fref=ts http://www.francescofavorito.it/

Ingredienti:
Primo Impasto:
• 500 g miscela base LAMIAPASTALIEVITATA ZEROINPIU
• 250 g uovo intero
• 100 g zucchero
• 175 g acqua
• 50 g tuorlo di uovo
• 100 g olio evo
• 25 g burro di cacao
• 50 g olio di semi di girasole
• 150 gr di Poolish gluten free (50 gr miscela base “la mia pasta lievitata” – 2 gr di Lievito di Birra fresco e 100 gr di acqua )

Secondo impasto:
• g 1400 Preimpasto
• g 250 Miscela base LAMIAPASTALIEVITATA ZEROINPIU lactos free
• g 175 tuorlo di uovo
• g 150 uova intere
• g 75 acqua
• g 25 burro di cacao
• g 150 olio evo
• g 100 olio di semi di girasole
• g 250 arancio \ cedro candito
• g 100 uva sultanina

Impastare acqua, poolish e farina e fare andare a velocità 1 (io uso Kenwood cooking chef)inserire un tuorlo alla volta, e una spolverata di zucchero (state bene attenti a non inserire il successivo se il precedente non è stato ben assorbito) miscelare a parte uova intere e olio e inserirli nell’impasto a più riprese e ribaltare l’impasto ad ogni inserimento. Il  primo impasto è bello che pronto e lo lasceremo lievitare per 12 ore in cella a 27° (io forno spento con lucetta accesa), il prodotto deve raddoppiare del suo volume.

Dopo aver raggiunto il doppio, mettiamo il primo impasto nel frigo per 30 minuti e procederemo poi al 2 impasto. Il metodo di inserimento degli ingredienti del secondo impasto è il medesimo rispetto a quello del primo, quindi: Impastare 1 impasto acqua, poolish e farina e fare andare a velocità 1 (io uso Kenwood cooking chef) inserire un tuorlo alla volta (state bene attenti a non inserire il successivo se il precedente non è stato ben assorbito) miscelare a parte uova intere e olio e inserirli nell’impasto a più riprese e ribaltare l’impasto ad ogni inserimento. Inserire in fine cedro e scorzetta d’arancia e uva sultanina.

Detto ciò:

Con questo elaborato partecipo al Contest Pane-ttonando & Pan-dorando Gluten Free indetto dal Gruppo Facebook Pane e Tuli … pani https://m.facebook.com/groups/349374371920870 di Lorenzo Soldini e sponsorizzato da Zeroinpiù- linea professionale di Francesco Favorito https://www.facebook.com/groups/FavoritoPastryChef/?fref=ts http://www.francescofavorito.it/

 

Per chi non mi conoscesse

Ciao a tutti, vorrei parlarvi un po’ di me prima di iniziare questa nuova avventura. Oggi mentre mi trovavo in cucina tra le mie pentole e i miei pensieri mi è saltato in testa di mettermi a scrivere le mie ricette…bhe penserete, un altro blog di cucina, nulla di nuovo sotto il sole…io invece lo vedo come qualcosa di nuovo per me, perché sono restia a parlare delle mie ricette, pensate che sono cresciuta in una famiglia in cui le ricette della nonna sono custodite solo da lei e ciò che so delle sue prelibatezze è dovuto al tempo passato ad osservarla attentamente quando ero solo una bambina. Per me è nuovo perché ho sempre cucinato ‘a sentimento’ quindi sono una di quelle che le cose non vengono mai uguali alla volta precedente, ma ora penserete perché dai ricette se tu non le segui? Per avere un ricettario da condividere con voi e per tenerlo sempre con me, per farvi conoscere i miei pasti che spesso son pasticci…detto questo, buona lettura a tutti!

Flavia.